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L’ISLANDA vista con i miei occhi e il mio cuore – parte 3

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LUOGO SACRO, LUOGO DELLA MEMORIA

Del Parco Nazionale di Þingvellir, patrimonio dell’Umanità, luogo storico, naturalistico ma soprattutto sacro per gli islandesi, mi è rimasta quest’immagine.

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Gli islandesi hanno celebrato qui tutti gli eventi più importanti degli ultimi secoli. Nell’anno 930 d.C. venne fondato l’Althing, il primo parlamento al mondo. Nel 1930 migliaia di islandesi si sono riuniti sotto le sacre rocce per celebrare i mille anni del loro parlamento.

Per me emozionante!

IL VIAGGIO CONTINUA

Tutto il sud: paesini di pescatori ma soprattutto greggi di pecore, cavalli nel vento. Il tempo corre ed io vorrei avere la macchina fotografica incorporata negli occhi. Vorrei fermarmi dietro ogni curva. Dietro ogni curva si apre un paesaggio diverso, un ghiacciaio, un vulcano, il mare, scogli, muschio sulle rocce nere. Questo verde smeraldo che copre chilometri di sassi neri, colate di lava, il deserto, lo si attraversa. Mi sentivo su un altro pianeta perché non c’è traccia di uomo. La notte ho dormito a cento metri dai Geyser, non ho dormito. Ogni cinque minuti lui esplodeva: puntuale. Stare a guardare l’enorme bolla che bolle, bolle, bolle, si abbassa, si alza e avanti a ritmo scomposto e ad un certo punto… il vuoto e… suuuuuuuu!

Fantastico? Senza parole, commovente. Alle spalle il cielo rosso e colorato.

 

 

Le sensazioni più forti, di vero brivido al punto di piangere, le ho provate quando, risalendo una collinetta, mi sono trovata davanti agli occhi la laguna con gli iceberg!

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Alle spalle un ghiacciaio immenso e a valle, coccolati dall’acqua, migliaia di iceberg di tutte le misure e di colori spettacolari, cangianti ad ogni istante. Impossibile fotografare le emozioni. Le foto, in particolare in questo luogo, non riescono a trasmettere le emozioni provate. Lì sarei rimasta. Posticino nel locale vista iceberg e mi sono gustata una zuppa spettacolare, bollente e il caldo pane ricoperto di burro. Sublime tutto ciò!

INQUIETUDINE E PAURA

Sensazioni di paura ed inquietudine: nella zona del lago MYVATN a nord ti trovi ad essere, a passare, a dormire, praticamente sul vulcano attivo. Tutto ribolle, tutto fuma. Mi hanno davvero impressionata i pseudocrateri dentro il lago

 

IL LAGO NEL CRATERE

Kerið: salire, salire e trovarsi ad ammirare uno degli spettacoli più suggestivi dell’Islanda.
Cambia la luce, cambiano i colori dei muschi, dei sassi e dell’acqua

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CURIOSITÁ

Björk… canta il vulcano

VERSO NORD

passaggi sugli altopiani ed incontri di vite del passato.

 

HUSAVIK

Husavik, dove vivono e si incontrano le balene.

 

La strada è libera..è vero .. ma lo sguardo viene attratto dal cielo, dall’orizzonte ed è difficile dover decidere di guardare la strada. La mia sensazione era: non posso perdere tempo a guidare. Fortunatamente mio marito si è sacrificato e mi ha fatto da autista per 9 giorni!

LA LAGUNA BLU

Non me l’aspettavo così grande, così sola e distante, nel deserto di lava, lontana da tutto e da tutti.
Meraviglioso raggiungerla, fantastico immergersi, rilassante addormentarsi, esfoliante riempirsi di polvere di silicio e venir su ringiovanita di dieci anni e più.


Riposata e felice, felice come non mai, la conclusione perfetta di un viaggio che mi rimarrà per sempre nel cuore, nel profondo del cuore. Anche qui ho apprezzato il retrogusto dell’esperienza. Infatti il momento più magico è stato quando sono salita sul tetto della struttura che ospita i servizi e alle spalle mi si è aperta un’immagine meravigliosa:

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​Alessandra